UNA CHIESA, UN TESORO

Ubicata nel cuore di Ortigia, a pochi passi dal Duomo di Siracusa, la chiesa di Santa Lucia alla Badia rappresenta, per la Sicilia, un unicum architettonico, un mix perfetto di culture  e di forme in cui lo stile tardo barocco ben si integra con i ricordi di età spagnola e la suggestiva pavimentazione in ceramica dipinta.

STORIA DI UN MONASTERO
E DELLA SUA CHIESA

Non si conosce la data di fondazione della chiesa e dell’adiacente monastero, ma le fonti testimoniano l’esistenza del complesso monastico già nella metà del XV secolo.
La chiesa ha sempre avuto un posto di rilievo nella vita cittadina, sia per la sua ubicazione nel cuore di Ortigia, che per il legame con la santa patrona di Siracusa, i cui simboli iconografici sono scolpiti sulla straordinaria facciata barocca.
Al suo interno si nasconde un tesoro artistico costituito da opere di grande valore come il Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio e due crocifissi lignei del XIV secolo.
Il pavimento della chiesa è stato interamente restaurato riprendendo l’originaria decorazione settecentesca, composta da formelle quadrangolari di maiolica dipinta.
Il luogo a volte è sede di mostre, un appuntamento importante per ogni turista.


LA VISITA

La nuova facciata, interamente realizzata in pietra calcarea chiara, si sviluppa verticalmente senza movimenti spaziali importanti, ad esclusione del balcone in ferro battuto che divide il prospetto in due ordini.
L’attuale balcone in ferro battuto non è quello originale, che fu smontato durante la seconda guerra mondiale per utilizzare il metallo per scopi bellici, ma proviene da un altro sito ed è stato tagliato ed adattato al prospetto della chiesa; si veda a conferma che l’asse di simmetria del balcone non corrisponde con l’asse di simmetria del prospetto.
Il fastoso portale barocco, affiancato da colonne tortili, è sormontato da un frontone arcuato dentro il quale sono scolpiti gli emblemi del martirio di santa Lucia. Questi ultimi si ripetono per ben due volte sulla facciata, forse per volontà di rendere visibile lo stemma da punti di vista diversi. Sulle due fasce laterali campeggiano gli stemmi dei re di Spagna.
La pianta, costituita da un’unica ampia navata rettangolare, è chiusa dal presbiterio sormontato da una cupola. La chiesa è divisa in due zone ben distinte fra loro: la navata e l’abside. La navata è cadenzata sulle pareti laterali da 12 pilastri sporgenti nei quali si inseriscono quattro altari barocchi ed è decorata da stucchi; l’abside è una sala ottagonale, ampia quanto la navata, al centro della quale è sistemato l’altare.
Nel 1783 la chiesa fu interessata da nuovi interventi di abbellimento e decorazione della volta, con un grande affresco raffigurante il miracolo di Santa Lucia del 1646 che si verificò proprio all’interno della chiesa di Santa Lucia alla Badia di Siracusa: si narra che mentre una gran folla si era riunita in chiesa per rivolgere preghiere d’aiuto alla Santa Patrona per scampare alla grave carestia che affliggeva la città, una colomba si posò sul trono vescovile e in quello stesso momento giunse la notizia che una nave colma di frumento e legumi avrebbe ceduto il suo carico in cambio di ospitalità. Da allora, ogni anno, la prima domenica di Maggio si celebra una festività in ricordo dell’avvenimento, comunemente chiamata “Santa Lucia delle Quaglie”. La denominazione ha origine dall’antica usanza delle monache di liberare in volo, dalla balconata della Badia, colombe e quaglie durante la festa
Oggi il complesso si presenta alterato rispetto all’impianto originario, il più pesante intervento di demolizione è stato quello eseguito dopo la seconda guerra mondiale, a causa della quale la struttura appariva già fortemente danneggiata.
La pavimentazione della navata riprende l’originale barocca, che venne sostituita nel 1970 in quanto risultava fortemente danneggiata a causa dell’umidità.


INFO UTILI


LOCALITÀ:

Via Santa Lucia alla Badia, 2 , Siracusa, SR, 96100

COORDINATE:

37.0586463 15.293598900000006

ORARI:

Chiesa di Santa Lucia Alla Badia
eopera del
Caravaggio Il Seppellimento di Santa Lucia

tutti i giorni dalle 11:00 alle 16:00
lunedì chiuso

COSTI:

Ingresso Gratuito

CONTATTI

Curia arcivescovile di siracusa
tel. +39 0931 65 328

CARAVAGGIO E IL SEPPELLIMENTO DI SANTA LUCIA

Gli ultimi tre anni della vita del Caravaggio, dal 1608 al 1610, sono tragici e convulsi. Il 6 ottobre 1608 il Merisi risulta già fuggito da Malta e il 6 dicembre 1608 è arrivato a Messina. Durante questo breve arco temporale fu a Siracusa dove gli fu commissionata la tela raffigurante Il Seppellimento di Santa Lucia per la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro di Siracusa: il capolavoro fu realizzato in poco più di un mese.

L’OPERA

In quest’ opera, che potremmo definire autobiografica, si ritrovano i segni indelebili della vita tormentata dell’ artista che, cerca di seppellire insieme al corpo della Santa anche il suo dolore. Il colore predominante è dato dal fondo della tela che ha la stessa tonalità della terra nella quale santa Lucia viene sepolta, ed oscilla intorno alle tonalità del ruggine sul quale la luce radente fa risaltare il lento scalare delle figure. Un duplice movimento percorre tutta la composizione: una diagonale che dalla mitra del vescovo a destra declina verso le figure più basse a sinistra, e un procedere dal primo piano, su cui emerge la tensione fisica dei due fossori. La figura della Vergine giace a terra distesa, unico segno orizzontale della composizione.

Al centro del quadro, ritto in piedi, quasi a formare la sagoma di una T capovolta con il corpo della Santa, c’è un giovane dalle cui spalle pende un mantello rosso: il rosso della passione e del sangue, unica nota di colore vivace in mezzo al prevalere di tinte brune.

Le figure del secondo piano, a differenza di quelle del primo, sono tormentate. La donna con il volto reclinato sulla mano sinistra e l’altra donna che nasconde il viso tra le mani: certamente si tratta della madre Eutichia e della nutrice. Il pastorale del vescovo denota un ripensamento pittorico del Caravaggio, nella prima versione la spirale del pastorale era rivolta verso destra, all’esterno del quadro. Nella versione definitiva invece Caravaggio rivolge la spirare all’interno, verso le figure, in modo da chiudere la composizione.


santa lucia

VEDI ANCHE


Resta aggiornato iscriviti alla nostra newsletter