LABIRINTO DELLA MEMORIA

Un percorso sotterraneo vi condurrà alla scoperta della più grande Catacomba di Siracusa, un luogo di culto straordinario per bellezza e storia. Attraverso le sue ampie gallerie, farete un viaggio nel grembo della terra e respirerete un clima colmo di sacralità; scoprirete, nella pace di un sonno millenario, il segreto della vita oltre la morte.

LA STORIA

Appena fuori dalle mura antiche della città, in prossimità del Parco Archeologico della Neapolis e della maestosa guglia del Santuario della Madonna delle Lacrime, si erge in tutta la sua monumentale bellezza la Basilica intitolata a San Giovanni Evangelista. Si tratta di una suggestiva chiesa a cielo aperto che, nei suoi sotterranei, custodisce un tesoro scavato nella roccia: la Cripta dipinta di San Marciano e la Catacomba di San Giovanni.
Misteriose ed affascinanti, le gallerie di questa catacomba, modellate nella roccia calcarea, formano un labirinto sacro che vi permetterà di vivere un’affascinante esperienza nel passato all’insegna del valore del silenzio. Un posto da vedere in una Siracusa sempre più sorprendente.


LA STRUTTURA E LE SEPOLTURE

La catacomba di San Giovanni di Siracusa è caratterizzata da una struttura molto semplice, costituita da una galleria principale chiamata Decumanus Maximus, dalla quale si diramano ad angolo retto dieci gallerie secondarie chiamate Cardines. Queste conducono ad altrettante rotonde, ovvero a cappelle di forma circolare ricavate da antiche cisterne per la raccolta dell’acqua, poi riutilizzate per la sepoltura di personaggi illustri. I tipi di sepoltura, che troviamo all’interno, sono quelli canonici, ovvero il loculo (cavità rettangolare chiusa mediante tegole, lastre di marmo o pietra e recanti un’iscrizione), l’arcosolio (tipo di sepoltura più ricercata costituito da un’arca scavata nel vivo della roccia, chiusa orizzontalmente da una tabula detta mensa e sormontata da una nicchia arcuata) e la forma (sepolcro scavato nel pavimento delle gallerie, per mancanza di spazio o di risorse economiche).


INFO UTILI


LOCALITÀ:

Largo San Marciano, 3 , Siracusa, SR, 96100

COORDINATE:

37.0787989 15.282885699999952

ORARI:

Invernale
dal lunedì al sabato
9.30-12.30 / 14.30-16.30

dal 26 dicembre al 6 gennaio
9.30-12.30 / 14.30-17.00

dal 7 gennaio al 7 febbraio chiuso

Estivo
tutti i giorni
9.30-12.30 / 14.30-17.30

luglio e agosto
10.00-13.00 / 14.30-18.00

 

COSTI:

Biglietto intero: € 8,00
Biglietto ridotto: € 5,00
(gruppi/under 16/over 65/militari e forze dell’ordine)
Biglietto ridotto: € 3,00
(gruppi scolastici/gruppi di pellegrini)

Gratuità
Docenti/Sacerdoti/Disabili e loro accompagnatori/Studenti PIAC

CONTATTI

tel. +39 0931 64 694
e-mail: info@kairos-web.com

IL REFRIGERIUM

Attraverso una delle gallerie secondarie ci imbattiamo in una tomba dall’aspetto singolare, si tratta di un’arca scavata nella roccia, la cui lastra di copertura presenta tre fori sulla superficie. Improvvisamente avvertiamo la forza sacrale e la bellezza di un rito antico: il Refrigerium, letteralmente “il rinfresco”, ovvero la cerimonia del banchetto funebre che aveva lo scopo di “nutrire” l’anima del defunto e di favorirne il passaggio alla vita eterna. Attraverso i fori praticati sulla lastra di copertura, durante il banchetto, i vivi consolavano i morti versando vino, latte e miele.

IL SARCOFAGO E LE EPIGRAFI

In un caldo pomeriggio del luglio del 1872 l’archeologo Saverio Cavallari, allora direttore delle Antichità di Sicilia, rinvenne in una rotonda del complesso catacombale uno dei sarcofagi più importanti del mondo cristiano antico: il Sarcofago di Adelfia. Il reperto prende il nome dalla moglie del conte Valerio, un alto funzionario della corte imperiale, raffigurata con il marito in una conchiglia al centro dell’arca marmorea. L’elemento più importante del sarcofago è la sua raffinata decorazione a doppio registro, su cui spicca la scena della Natività di Gesù, ritenuta “il più antico presepe del mondo“.

Le numerose epigrafi rinvenute all’interno della catacomba forniscono dati importanti, non solo dal punto di vista iconografico, ma anche storico e sociale: l’iscrizione di Euskia, ad esempio, rinvenuta dall’archeologo Paolo Orsi nel 1894, rappresenta la testimonianza più antica della devozione e del culto di Santa Lucia a Siracusa.

LA BASILICA DI SAN GIOVANNI E LA CRIPTA DI SAN MARCIANO

Con il bel rosone in pietra bianca e l’elegante portico in stile gotico-catalano, la Basilica di San Giovanni Evangelista rappresenta un vero e proprio “racconto architettonico”, un palinsesto di segni, in cui corpi ed elementi decorativi di varie epoche formano un collage armonico, unico ed irripetibile.
Costruita, secondo la tradizione, nel VI secolo dai Bizantini, la chiesa presenta al suo interno un ampio presbiterio sopraelevato e tre grandi navate, di cui oggi restano solo alcune colonne e parte dell’abside. Mentre le mura perimetrali, interamente visibili, furono rimaneggiate nel XII secolo dai Normanni, che ricostruirono la facciata principale dopo il disastroso terremoto del 1169. Nei secoli successivi la basilica è stata ulteriormente danneggiata dai terremoti, fino ad assumere la sua attuale conformazione. L’ultima significativa trasformazione risale al terremoto del 1908 che la privò definitivamente della copertura.

Attraverso una scala in pietra, posta sul lato settentrionale della basilica, si accede alla Cripta bizantina, che si trova a circa cinque metri sotto il livello stradale. Secondo la tradizione cristiana, la chiesa ipogeica venne costruita nel luogo in cui fu sepolto san Marciano, primo vescovo di Siracusa che, inviato da san Pietro nell’anno 39 d.C, avrebbe predicato il Vangelo e fondato la prima comunità cristiana del mondo occidentale. La grotta che accolse il suo corpo divenne da subito un luogo di culto e di sepoltura. Dell’antica struttura sono ancora oggi visibili alcune absidi e i resti della pavimentazione in opus sectile, nonché numerose colonne e capitelli ionici. I Normanni abbellirono ulteriormente la Cripta, incastonando agli angoli della navata centrale quattro capitelli in marmo raffiguranti gli Evangelisti, e ricoprendo la parete rocciosa con affreschi e motivi decorativi oggi ritornati al loro originario splendore.


Chiesa di San Giovanni alle catacombe

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